Libano, una battuta in tv scatena lo scontro Aoun-Berri: gli sciiti in rivolta

Il presidente contro il leader del Parlamento su nomine e voto all’estero

GIORDANO STABILE

Tornano gli scontri sciiti-cristiani a Beirut. Ieri sera e nella notte i sostenitori del partito Amal del presidente della Camera Nabih Berri sono scesi in piazza nel Sud della capitale libanese e poi fino al centro: copertoni bruciati, strade bloccate anche alla Shuhada, in pieno centro. Un gruppo si è anche radunato davanti alla sede del «Fronte patriottico» del presidente cristiano maronita Michel Aoun e ha sparato raffiche in aria. Sono stati dispersi dall’esercito. Questa mattina è tornata la calma.

 

AP

 

L’insulto: basiji, «picchiatore sciita»

I disordini sono nati da una battuta, in un video, del ministro degli Esteri Gebran Bassil, genero del presidente di Aoun e leader del «Fronte patriottico». Bassil ha attaccato il presidente della Camera Berri e lo ha definito con un termine nato in Iran ma poi diffuso anche in Egitto, un «beltaji», cioè un «picchiatore sciita». Berri ha chiesto le scuse, poi arrivate questa mattina sul giornale vicino ad Hezbollah, Al-Akhbar, ma intanto è scoppiata la rabbia sciita.

 

Il voto dei libanesi all’estero

All’origine dello scontro c’è la disputa sul voto degli libanesi all’estero che Berri vorrebbe ampliare, soprattutto in Costa d’Avorio dove vivono centinaia di migliaia di espatriati. A maggio ci sono le elezioni parlamentari e con la nuova legge elettorale molti collegi sono per la prima volta in bilico e anche il voto all’estero, finora concesso a poche migliaia di persone su una diaspora di milioni di libanesi, potrebbe essere decisivo.

 

 

La guerra civile 1975-1990

Ma lo scontro fra la famiglia Aoun e Berri ha radici più antiche, nella guerra civile 1975-1990 che li ha visti quasi sempre su fronti opposti, e si è riaccesa lo scorso dicembre. Aoun ha firmato un decreto per la promozione di una dozzina di alti ufficiali, senza la controfirma del ministro delle Finanze, Ali Hassan Khalil, del partito di Amal guidato da Berri.

 

AP

 

Berri ha accusato il presidente di abusare del suo potere a spese delle altre sette religiose. Le tensioni, mascherate in parte dalla crisi che ha visto il premier sunnita Saad Hariri «sequestrato» per un paio di settimane in Arabia Saudita, sono cresciute fino all’esplosione di ieri.

 

AFP

 

L’alleanza in bilico con Hezbollah

Le tensioni fra cristiani e sciiti mettono in dubbio anche l’alleanza fra Aoun, leader dei cristiani «filo-siriani» del «Fronte patriottico» ed Hezbollah. Il Partito di Dio guidato da Hassan Nasrallah è stato finora un alleato affidabile nella formazione del governo Hariri e l’elezione alla presidenza del generale Aoun, ma i legami di setta con Amal, per quanto un competitore elettorale, sono più forti e rischiano di far saltare gli equilibri.