Libano: manifestazione per i due vescovi di Aleppo rapiti 3 anni fa

Nella giornata di oggi, militanti di associazioni e organizzazioni libanesi si ritrovano nella sede municipale di Sin el Fil, sobborgo orientale della capitale libanese, per ricordare la vicenda dei due vescovi metropoliti di Aleppo – il siro ortodosso Mar Gregorios Yohanna Ibrahim e il greco ortodosso Boulos Yazigi – di cui non si hanno notizie certe dal giorno del loro rapimento, avvenuto il 22 aprile del 2013.

Una manifestazione affinchè non cali l’oblio sui due vescovi rapiti
L’incontro, organizzato da sigle legate alla Chiesa siro-ortodossa e alla Chiesa greco ortodossa a tre anni dal rapimento, punta a impedire che sulla vicenda dei due vescovi cali l’oblio, e a riattivare canali e iniziative per rompere la totale mancanza di informazioni intorno alla loro sorte. La riunione, intitolata “Noi non dimentichiamo”, prevede anche la presenza di Abib Afram (Presidente della Lega siriaca del Libano, che rappresenta 60mila cristiani siriaci), e gli interventi di alcuni oratori, come l’ex ministro sunnita Faisal Karami, il membro di Hezbollah Ali Fayyad Hezbollah e il deputato cristiano ortodosso Marwan Abu Fadel.
Sulla loro sorte solo indiscrezioni e false notizie

I due vescovi metropoliti di Aleppo – il greco ortodosso Boulos al-Yazigi e il siro ortodosso Mar Gregorios Yohanna Ibrahim – erano stati rapiti nell’area compresa tra la metropoli siriana e il confine con la Turchia. Da allora, nessun gruppo ha rivendicato il sequestro. Intorno al caso sono state fatte filtrare a più riprese indiscrezioni e annunci di novità che poi si sono rivelati poco fondati. Sei mesi dopo il sequestro, il generale Abbas Ibrahim, capo della Sicurezza Generale libanese, si era spinto a rivelare che il luogo in cui erano detenuti i due vescovi rapiti era stato individuato, e erano iniziati “contatti indiretti” con i sequestratori per ottenerne la liberazione. Rivelazioni a cui poi non sono seguiti riscontri concreti.